Firenze in famiglia: da Piazza Strozzi al Peposo in Borgo degli Albizi.

Se adesso ci si affacciano boutiques come Louis Vuitton e locali come il Colle Bereto secoli fa, in Piazza Strozzi, c’era il mercato ortofrutticolo dove si vendevano, dati i tempi, soprattutto cipolle. Ed infatti la piazza si chiamava Piazza delle Cipolle. 

Romantico, vero? Chissà se il Signor Louis l’ha mai saputo!

Ma se alzava lo sguardo verso Palazzo Strozzi poteva avere degli indizi.

Le quattro lanterne nei quattro angoli esterni del Palazzo ricordano, grazie ai lunghi steli, proprio delle cipolle. O almeno, l’intento del loro autore era proprio quello.

Si sta parlando di un certo fonditore e battitore di ferro che veniva soprannominato Il Caparra dal momento che non iniziava un lavoro se non veniva in parte pagato anticipatamente. Il Signor Strozzi gli commissionò, oltre alle lanterne, alcuni lavori in ferro battuto, perchè si mosse a compassione nel vederlo ridotto a vendere cipolle in piazza.

Ecco. Tutto ciò per dirvi che ieri sono andata alla Mostra in Palazzo Strozzi di Ai Weiwei. E se qualcuno si sconvolge a vedere dei gommoni attaccati al Palazzo, beh, pensate alle cipolle e fatevi una risata.img_20170104_143839La Mostra dura fino al 22 gennaio ed il mio consiglio è di non perdervela. Io, che poco sapevo di questo artista, mi sono letteralmente flippata grazie al DVD + libro Ai Weiwei never sorry.img_20170104_151024E’adattissima anche ai bambini che, con l’audioguida a 4 euro, verranno accompagnati da diversi animali intrattenendoli per tutto il percorso. Altrimenti c’è il kit per famiglie, ovvero una borsa piena di attività, materiali per approfondire in modo artistico e divertente la mostra. Noi l’abbiamo sperimentata per altre mostre ed è assolutamente da provare. Inoltre è gratuita.img_20170104_151715img_20170105_144207Dopo la mostra lasciamo alle nostre spalle la Piazza delle Cipolle, ehm Strozzi, ed entriamo in Piazza della Repubblica. So già che i bambini si saranno già fiondati sulla fotografatissima giostra di cavalli ma forse farete in tempo ad urlarli dietro che la Colonna che vedono davanti a loro si chiama Colonna dell’Abbondanza e che rappresenta il centro esatto di Firenze. Di Firenze romana, naturalmente. Quando era ancora perfettamente quadrata e all’incrocio del Cardine e del Decumano maggiori (le strade principali) si innalzava una colonna in segno augurale.

Portati via i figli dalla giostra, ancora in sella ai cavalli, si prosegue sempre dritto fino ad entrare in Via del Corso. Qui, all’incrocio con Via dei Cerchi, alzate lo sguardo in alto e vedrete due croci rosse su campo bianco.

Embè? Ma non si mangia mai in questo post? Strano! – penserete voi.

Beh proprio qui un tempo c’era la più antica farmacia della città e l’insegna della croce rossa significava che quello era un edificio di pubblica utilità a disposizione di tutti. Se cercate bene la trovate anche su Palazzo Vecchio!

Fame? Dolce o salato? In Via dei Cerchi, proprio di fronte a Coin, si trova il forno tra i più buoni della città. Provate la focaccia ripiena! Se invece siete per il dolce proseguite qualche metro per Via del Corso e sulla destra incontrerete Cucciolo. Vi dico solo che qui i bomboloni cadono dal soffitto. Letteralmente.

Noi abbiamo proseguito ancora, entrando in Borgo degli Albizi e pranzando alla Corte dei Pazzi. Credo abbia aperto da poco ma il Peposo all’Impruneta con la polenta ha lasciato il segno nei nostri cuori. E anche l’atmosfera.img_20170104_141625

 

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Elisa

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