Weekend in Bassa Maremma con i bambini. Prima Parte

Nel bel mezzo del virus gastrointestinale beccato il giorno del mio compleanno  – ma si può? MA SI PUOOOOO’? – devo chiudere gli occhi e immaginarmi qualcosa di bello per sopravvivere a questa malinconia del “sfissiamo la cena con le amiche“, “il regalo te lo darò più in là” fino ad “allora per il ponte non si va più via?“. AAAHHHHHH!!!

Vado ad attingere a ricordi felici, di sole, bellezza con la mia famiglia. Il primo weekend di primavera quando nuovamente i piedi accarezzano l’acqua del mare, le gote si arrossano col primo sole, si prenota un tavolo all’aperto, grazie.

Destinazione scelta il giorno prima. A caso. Oppure da una lunga wishlist da depennare via, via. Dipende.

Bassa Maremma vien detto. Bene, è tanto che ci volevo andare.

Guardando fuori dal finestrino della macchina la mente ti porta a fare pensieri repentini, tutti assieme. Confusi e felici.

Prima Tappa: Capalbio. img_8467Uno di quei paesini sonnacchiosi, abbarbicati su qualche collina, in questo caso vista mare, dove fotografi compulsivamente porte, finestre e balconi fioriti.img_8480

img_8468E’ un borgo meraviglioso, con scorci caratteristici. E pieno di invitanti ristorantini che offrono tipica cucina toscana. Noi abbiamo pranzato al Ristorante La Porta. Delizioso. Si trova subito sulla sinistra appena si entra in paese. Carne alla brace fatta sul caminetto davanti ai tuoi occhi. Sublime.img_8457Dopo il pranzo si smaltisce per le strette e suggestive stradine, in su e in giù. A destra e a sinistra. Ora a corsa. Ora vai piano per favore. Fino ad arrivare a costeggiare le panoramiche mura.img_8507img_8474Ed eccolo laggiù il mare. Così vicino e così lontano. E’ impossibile ignorare il suo richiamo e così lasciamo questo meraviglioso borgo medievale, con le sue case di pietra e le vie strette ma calde e colorate dai fiori delle signore che qui ci abitano.img_8477img_8482img_8516img_8472Seconda Tappa: Orbetello e Porto Santo Stefano

Parcheggiamo lungomare e ci addentriamo dentro il paese di Orbetello che noi abbiamo trovato decisamente vivo. Infatti è perfetto per un aperitivo oppure, come abbiamo fatto noi, per una pizza a taglio nella piazza principale. Mangiando ai tavolini fuori, in pieno centro, si osserva e ci si cala nella vita vivace del paese. img_8531A questo punto decidiamo di risalire in macchina e vista l’ora perfetta – quella del tramonto – attraversiamo la famosa diga Leopoldiana che collega Orbetello al Monte Argentario. Altro non è che un ponte artificiale ma essendo proprio a pelo sull’acqua l’entusiasmo dei nanerottoli sarà palpabile. La strada poi inizia a inerpicarsi e il paesaggio toglie il fiato. La luce del tramonto rende tutto ancora più affascinante e magico. Ci fermiamo a Porto Santo Stefano. A guardare il mare. Il mare che s’infrange sugli scogli. Giocare a non farsi schizzare.

img_8532E non si verrebbe più via.

Dove dormire e le tappe del secondo giorno, tra Ansedonia e il Giardino dei Tarocchi.

 

Autore dell'articolo: Elisa

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