Finalmente Dubrovnik

dubrovnik-spiaggiaSarà che mio nonno ci è stato mandato durante la seconda guerra mondiale e sarà anche perchè c’è rimasto più del previsto.

Mentre a casa ormai lo piangevano, lui s’era rifugiato in una piccola casa in Montenegro, vicino a Dubrovnik.

In quella piccola casa aveva trovato una famiglia gentile che lo accoglieva e già che c’era anche una fidanzata.

Decise di salvarsi la pelle e di rimanere lì. Per più di cinque anni. Come ospite-rifugiato-fidanzato-ormai uno di casa. Punto.

I punti però a mio nonno non sono mai piaciuti e quindi quando gli dettero un bel po’ di soldi per comprare il sale, lui ci si comprò il biglietto per la nave che lo avrebbe riportato, finalmente, a casa. E fuggì. Così. Senza tanti preamboli nè addii.

Ma certi legami rimangono, si ereditano, vengono impressi nel DNA.

Io non c’ero mai stata a Dubrovnik eppure quando ci sono arrivata è come se ci fossi sempre stata, tutto era familiare, tutto era perfettamente dove doveva essere.

Dubrovnik è una città molto turistica, non lo nego, ma io mentre camminavo sopra le pietre consumate e levigate dello Stradun non vedevo turisti, non sentivo pesticcii.

Vedevo me. Mi sentivo lì. Ne’ prima ne’ dopo.

Dopo l’impatto mistico-storico-familiare sono tornata alla realtà e mi sono scontrata con fiumi di crocianti in ciabatte e due figli piccoli che mi guardavano torvi a dire che ci stiamo a fare qui? dove sono i parchetti? i giardini? Torniamo in spiaggia subito, vero?

Dubrovnik in effetti non è una città per bambini, come qualcuno giustamente potrebbe definire. Ci sono scale ripide, il giro delle mura è lungo e impegnativo per un bimbo piccolo che vuole camminare da solo, non ci sono attrazioni pensate per bambini e nemmeno aree gioco, o giardini o parchi. No. Niente.

Per noi poco importa. Non perchè ho due figli statuine, anzi e menomale, ma perchè la nostra filosofia è “qualcosa ci verrà in mente”.

E così la città è diventata improvvisamente un grande castello a cielo aperto da espugnare.dubrovnik

Strade larghe e antiche dove poter immaginarsi inseguimenti all’ultimo respiro…e caduta!dubrovnik-per-bambiniFare a gara a chi scende per primo le ripide scale e arrivare (quasi) vivi nello Stradun. La strada principale di Dubrovnik.dubrovnik-vecchiaSeconda prova: il primo che sarà ritrovato dai genitori senza dover chiamare la polizia vince un burek di carne.stradun-dubrovnikOh siamo riusciti a trovare anche un acquario. Piccolo, ma ai bambini piace. Quindi anche a noi. E’ nascosto bene perchè anche la città c’ha preso gusto e gioca con noi.

Chi trova per primo una panchina libera dove far riposare le chiappe potrà vedere la tv a vita. Senza mai spegnerla.porto-dubrovnikAvete sempre giocato a trovare animali, cose buffe o inventate tra le nuvole? Bene! Vi sfido a farlo tra gli squarci di cielo blu tagliati dalle mura e dagli alti palazzi.

E una bella corsa su un chiostro, un patio di un Monastero Domenicano o Francescano? L’adrenalina del far confusione in certi luoghi silenziosi? Aggiungerei anche freschi. Che ad agosto non guasta.

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Tappe obbligate per chi visita Dubrovnik:

Il Giro sopra le Mura  consigliato da tutti al tramonto. Noi con due bimbi piccoli, quando vuoi farlo, in pieno agosto, se non alle 14? Assolutamente no con il passeggino. E’ impegnativo se, come nel nostro caso, il duenne vuole camminare da solo. E’ però, in un certo senso, comodo in quanto non siete obbligati a fare tutto il giro. Ci sono più punti in cui si fa il biglietto e di conseguenza più vie di fuga..oops.. uscite. Dall’alto vedrete i tantissimi tetti rossi delle case di Dubrovnik: alcuni più sbiaditi, i più vecchi. Altri di un rosso acceso. Quelli ricostruiti dopo la guerra. Tetto rosso – Casa Bombardata.vista-dubrovnikWar Photo Limited Il Museo fotografico sulla guerra dei Balcani. Di tutta una settimana trascorsa a Dubrovnik e dintorni è sicuramente la cosa che più mi porterò dentro. Un marchio indelebile. Un documentario che ti entra nelle viscere, che ti fa porre nuove domande. Che ti fa entrare ancora più a contatto con questa città. Non adatto ai bambini. Noi ci siamo scambiati e appena entri ne vieni completamente risucchiato e travolto. Quando siamo andati noi ospitava un’altra mostra fotografica. Ma attuale, di oggi, di ora. Di adesso. Che parla sempre di guerra.

Passeggiata intorno alle mura al tramonto o in compagnia della luna. Quando tutto si tinge di rosa e l’unico problema è decidere in quale locale mangiare. dubrovnik-notte

 

 

Autore dell'articolo: Elisa

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