Venezia: seconda parte

gondoleIl secondo giorno, affacciandosi dal nostro balconcino sulla Riva degli Schiavoni, La Serenissima ci ha dato il buongiorno così.

Con questa luce non-luce tendente al blu che Lui ha definito quasi gotica mentre io imprecavo che non piovesse e facevo saluti al sole – in pigiama- sperando che funzionassero per farlo uscire. Il sole eh.

rivaschiavoni

Era presto. Prestissimo. La sveglia biologica colpisce anche in vacanza. Che io sia a Venezia, Parigi o Madrid non ho scampo. Alle 06:15 io mi sveglio. In teoria riesco anche a riaddormentarmi ma poi in pratica, se sono fuori casa, difficilmente lo faccio. La sindrome “se non riesco a vedere tutto quello che ho programmato allora tanto vale spararsi” è nella sua fase più acuta a inizio giornata, e quindi balzo in piedi e inizio a scalpitare per uscire e andare, prima a fare colazione, poi in perlustrazione.

Ma veniamo a noi.

Secondo giorno

Foto di rito in Piazza San Marco schifando i piccioni (ma non è vietato per legge dargli da mangiare?), sbirciatina allo storico Caffè Florian, noto perchè in passato è stato frequentato da illustri personaggi. Si narra che Casanova ci corteggiasse le giovani – e mature – dame veneziane e che Goldoni abbia scritto “La Bottega del Caffè” ispirandosi proprio a questo locale, che tra l’altro, essendo stato inaugurato nel 1720, detiene il primato di caffè più antico di Italia. E’ stato anche tra i primi locali a permettere l’ingresso a donne e rivoluzionari. Insomma se vi piace il radical-chic questo Caffè fa per voi, se non vi piace io vi consiglio comunque di fermarvi: è sicuramente un’attrazione che completa la vostra visita in piazza San Marco.

florian

Cercando di aprirci un varco, a calci e spallate, tra piccioni e giapponesi, siamo riusciti ad entrare nella Basilica di San Marco. Gratuita, non ci si crede. Io l’ho trovata troppo buia ma immagino che sia un dettaglio da sottovalutare. Dettaglio infatti non preso in considerazione nemmeno dal doge visto che essa è nata proprio per essere la sua cappella privata.

basilicasanmarco

Assolutamente da visitare il Palazzo Ducale. Per me tappa obbligata anche se siete a Venezia per un solo giorno. E’ splendido. Le sue stanze, i suoi affreschi vi catapultano nella lunga e oscura storia del potere di Venezia. Un potere grandioso, intriso da cospirazioni e guerre, fatto oscillare da incendi e crolli economici e magnificamente dipinto da artisti come Paolo Veronese, Tiziano o il Tintoretto. Il percorso obbligato della visita vi condurrà fino alle Prigioni Nuove, passando dal famoso Ponte dei Sospiri, che collegava infatti quest’ultime alle stanze delle Inquisizioni. Il ponte si chiama così perchè la leggenda vuole che i prigionieri, attraversandolo, guardassero per l’ultima volta il mondo esterno e sospirassero appunto!

pontedeisospiri
Ponte dei Sospiri visto dalla Riva degli Schiavoni

Noi abbiamo optato per il biglietto che prevede il percorso classico ma la prossima volta, sotto consiglio di guide e veneziani, prenoteremo sicuramente la visita guidata degli Itinerari Segreti che già il nome dice tutto, passando dalle celle dei Piombi, da dove il Casanova riuscì eroicamente ad evadere. Indovinate, una volta evaso, dove si fermò a prendersi un caffè? Of course, al Caffè Florian!

palazzoducale

Per tornare ai giorni nostri abbiamo deciso di andare al Mercato di Rialto, subito dopo l’omonimo e famoso ponte

mercatorialto

I mercati sono i luoghi dove meglio si entra a contatto con le tradizioni del posto e, di conseguenza, con le persone locali.

mercatopescerialto

Anche solo per imparare due paroline in dialetto veneziano.

Lo sapevate che a Venezia le piazze vengono chiamate campi?

campodelapescaria

Dietro il mercato si gode uno scorcio sul Canal Grande che è stupefacente.

canalgrande

canalgrande

cadoro

Da qui ci siamo incamminati verso il Ghetto Ebraico.

E ci siamo letteralmente persi.

canalivenezia

Ma che peccato eh?

Il Ghetto Ebraico è un’altra tappa imperdibile. Qui sarete lontani dalle calli più battute e dai turisti meno curiosi. Entrando nel cuore di questo quartiere incontrerete ragazzi giocare a pallone, negozi non turistici, edifici meravigliosi.

Ghettoebraico

ghettoebraico

scorciovenezia

Il Ghetto è un boccata di ossigeno rispetto alle zone più turistiche. In contraddizione al motivo della sua nascita, quando di giorno gli ebrei potevano svolgere attività artigianali e bancarie, mentre dopo il tramonto erano confinati dietro le sue porte.

Percorrendo le fondamenta decidiamo di fermarsi al ristorante Vini da Gigio dove abbiamo mangiato del pesce buonissimo cucinato in modo impeccabile. Superconsigliato! Ovviamente il prezzo rispecchia la qualità dei piatti.

Nel pomeriggio, dovendo tornare a recuperare il bagaglio in albergo, siamo tornati in zona San Marco dove abbiamo deciso di visitare il Museo Correr,visto che è compreso nello stesso biglietto del Palazzo Ducale.

Qui si visitano anche le stanze dell’Imperatrice Sissi quando soggiornava a Venezia. Dalle finestre si ammira il bacino di San Marco e da brava romanticona mi sono immaginata lei e Franzi abbracciati al balcone. Oh ma quante volte avrò visto quei tre film?!

Non potevamo lasciare Venezia senza andare al Peggy Guggenheim. Io ne sono rimasta affascinata. Lasciando da una parte le opere esposte, io mi sono invaghita della storia, della vita di questa donna che aleggia per tutto Palazzo Venier dei Leoni. Una vita data all’arte, una donna che per certi versi ne ha cambiato il corso. E’ riuscita a vedere oltre e ha creato gallerie d’arte come mai prima. Per quanto riguarda le opere ti trovi Picasso accanto Kandinsky e poi Mirò, Pollock , Mondrian. Per chi piace il genere non verrebbe più via anche se la collezione è godibilissima proprio perchè non enorme e l’effetto oddio da dove inizio – che i più grandi musei possono dare – non la percepirete minimamente. E’ concentrata, non dispersiva. Poi esci nel cortile interno e trovi le tombe dei cagnolini di Peggy accanto alle sue ceneri e poco più in là un’opera di Yoko Ono chiamata l’Albero dei Desideri. Tutto è possibile e la personalità eccentrica della collezionista la senti, la tocchi ovunque.

Ultimo sguardo al Canal Grande.

ponterialto1

Ciao, Venezia. A presto.

Link Utili

Caffè Florian

Palazzo Ducale

Museo Correr

Ristorante Vini da Gigio

Museo Peggy Guggenheim

 

Autore dell'articolo: Elisa

3 commenti su “Venezia: seconda parte

    Flower_1990

    (maggio 18, 2016 - 12:16 pm)

    Che meraviglia!! Ho fatto praticamente i tuoi stessi giri, tranne Peggy Guggenheim .. lo terrò a mente se avrò modo di tornare a Venezia!
    Il Palazzo Ducale è davvero splendido hai ragione!! Quanta bellezza c’è a Venezia 🙂

    Elisa

    (maggio 19, 2016 - 4:24 pm)

    Sì! Se ti capita te lo consiglio! Certo deve piacere quel tipo di arte o comunque incuriosire un po’ ma anche l’atmosfera che si respira è unica.

    […] Qui trovate l’itinerario del secondo giorno! […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *