Venezia – Prima Parte

Scappare per due giorni. In due. Da soli. Senza bambini. Senza passeggino, senza “son stanco, quanto manca, ho fame, ho sete, voglio tornare in albergo, prendimi in collo, allacciami le scarpe, entriamo in quel negozio di giocattoli, usciamo da tutti gli altri negozi, facciamo come dico io! Ho detto facciamo come dico ioooooo!! Ehi dove andate? Non lasciatemi quiii!!!!

Dicevamo? Ah! Ecco! Dove poter andare per soli due giorni senza figli al seguito. O come dice una mia amica “a far riprendere un po’ d’aria alla coppia”.  Dove?

Dove poter parlare tra di noi in tutta calma e aggiornarsi sulla nostra vita? Aggiornarsi sì, perchè anche se viviamo insieme, sotto lo stesso tetto, nella maggiore parte dei casi le nostre conversazioni vertono su hai comprato le zucchine? – hai pagato la bolletta? – avevi detto che andavi te! – allora vado io a riprendere i bambini all’asilo – stasera vediamoci insieme un film..zzz.zzz. Notte.

Dove camminare mano per la mano saltellando in qua e là come due sedicenni sotto acido? Oh! Prima di partire l’entusiasmo è quello.

Beh. Ovunque!

Ma io facevo la caccia a un hotel in cui ero stata da bambina con i miei genitori e aspettavo la super-offertona su booking. Alla fine è arrivata, l’ho presa al volo e il giorno dopo eravamo sopra il treno destinazione.. Venezia!

Venezia

Ah Venezia!

Venezia

Gondole, calli, case colorate un po’ decadenti, scorci inusuali, ristorantini intimi, insomma, il set perfetto per la nostra fuga di due giorni.

Banale, lo so.

Banale?

Venezia

Mmmm. Forse.

Banale quando arrivi alla stazione di Santa Lucia e attraversi calli, canali, ponti e campi seguendo le indicazioni turistiche che ti portano in Piazza San Marco.

Banali, turistici e stomachevoli i negozi di souvenir che incontri.

Quasi nauseanti tutti quei turisti che pesticciano le calli; le stesse calli, che un tempo, venivano furtivamente attraversate da Giacomo Casanova per recarsi a qualche appuntamento galante. Le stesse calli che venticinque anni fa, per la prima volta, attraversai io, con i miei genitori e con gli occhi pieni di entusiasmo. Senza dover per forza trovare qualcosa di negativo, che stonasse.

Sono poi tornata a Venezia diverse volte ma quest’ultima volta in effetti l’ho trovata un po’ stanca, come se arrancasse a tutto quel tumulto di persone, flash e vetrine che non le appartengono.

E dispiace. Tanto. Ti chiedi come mai  e finisci sempre a parlare di politica, economia, interessi e tuttoilresto.it

Poi ti allontani – di poco – dagli itinerari per turisti e te ne vai, piena di fiducia, con la voglia letteralmente di perderti, nel ghetto ebraico o nel quartiere dell’Accademia.

Ghetto1

E ritrovi Venezia. Quella che volevi ritrovare. Che sia quella autentica o meno non lo sai con certezza. Ma ti piace crederlo, e lo sguardo di conseguenza cambia. E’ meno severo. E’ in cerca di conferme che puntualmente arrivano.

Ghetto2

E arriva anche il sole.

Venezia3

Canale1

Canale

La Nostra Venezia in due giorni:

Primo giorno

Arriviamo in mattinata alla stazione dei treni santa Lucia e con trolley alla mano (sì anche per due giorni mi porto il trolley, però condiviso eh) decidiamo di arrivare a piedi fino alla Riva degli Schiavoni dove si trova il nostro albergo. Per arrivarci abbiamo seguito il classico itinerario turistico che ti porta fino a Piazza San Marco. E’ qui che c’è presa la nausea per le vetrine dei negozi, tutte uguali, che ti vendono o vetro di Murano – ma sarà vero? – o improbabili maschere di carnevale.

Per riaverci ci siam dovuti fiondare in un bacaro a farci qualche cicheto al baccalà e all’aglio e a berci qualche ombra di vino. Anche se erano appena le undici di mattina. E infatti l’ombra di vino ha fatto un po’ effetto tanto che mi sono scordata di segnarmi l’indirizzo del bacaro. Poco importa perchè era sì buono ma anche caro.

Attraversiamo Piazza San Marco. Foto di rito. Giriamo intorno a Palazzo Ducale..

Campanile

PalazzoDucale

.. e arriviamo sulla Riva degli Schiavoni. Che sarà anche turistica ma io la adoro.

Schiavoni

Tempo di lanciare il trolley sul letto e ehm.. farsi un idromassaggio con cromoterapia e ripartiamo alla scoperta del sestiere di Castello.

Qui ti allontani veramente dalla bolgia di turisti e ti sembra quasi di essere un ragazzino del posto che ha fatto forca a scuola ed è venuto ai Giardini a fumarsi le sigarette di nascosto.

E’ la zona dove si trovano i cantieri dell’arsenale che ti fanno tornare indietro, sui banchi di scuola, quando studiavi le Repubbliche Marinare, è il quartiere della Biennale, è il sestiere da cui godi uno dei migliori scorci di Venezia, a mio avviso.

Castello

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Dal Sestiere di Castello siamo andati in Dorsoduro e all’Accademia

Abbiamo attraversato l’omonimo ponte durante il tramonto, altre diecimila foto, insieme  ad altri cinquemila turisti, per un totale di millemila click al minuto.

Siamo entrati alla Galleria dell’Accademia dove abbiamo viaggiato attraverso otto secoli di capolavori veneziani. Dal Gotico-Bizantino al Rinascimento. Dopo un Tintoretto, un Tiziano e un Veronese abbiamo deciso che era tempo di un aperitivo in Campo Santa Margherita.  Noi ci siamo annaffiati di spritz, mescolati ai veneziani, al Caffè Rosso. Un po’ alticci ci siamo diretti alla ricerca di un localino per cenare e alla fine ci siamo ritrovati seduti all’Osteria alla Bifora in Dorsoduro. Nell’atmosfera informale ci siamo ributtati negli ormai familiari cicheti bagnati da ombre di vino a go-go.

Qui trovate l’itinerario del secondo giorno!

Informazioni Pratiche:

Hotel Savoia e Jolanda  si trova sulla bellissima Riva degli Schiavoni. Il panorama dalla suite è meraviglioso. La vasca idromassaggio con cromoterapia è una coccola speciale. E’ stato sicuramente un capriccio finalmente soddisfatto dopo anni che lo sognavo. Anche se trovato in superofferta su Booking il prezzo è comunque alto.

Galleria dell’Accademia Campo della Carità, Dorsoduro n. 1050. Proprio davanti al Ponte omonimo. Intero 10 euro. Ridotto 8 euro. D’estate aperture serali.

Osteria alla Bifora  Sestiere Dorsoduro, 2930 in Campo Santa Margherita. Prezzo medio.

Caffe’ Rosso  Sestiere Dorsoduro, 2963 in Campo Santa Margherita. Per aperitivo e per sentirsi uno del posto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Elisa

4 commenti su “Venezia – Prima Parte

    Flower_1990

    (maggio 13, 2016 - 9:04 pm)

    Stupenda Venezia <3 la ho visitata per la prima volta il mese scorso e sono rimasta senza parole

      Elisa

      (maggio 17, 2016 - 7:48 am)

      Anche a me dà quella sensazione però se mi allontano dalle zone più battute!!

    occhioalloscatto

    (marzo 25, 2018 - 2:40 pm)

    Bellissima Venezia. Ci siamo stati anni fa ma queste foto ci fanno venir voglia di tornarci presto!

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